Come Perseguire un Obiettivo, Parte 1

perseguire-obiettivo-jodorowskyEinstein diceva che l'intuizione è il dono, mentre la razionalità è il servo.

La società attuale ha finito per elevare il servo a discapito del dono e di conseguenza anche i nostri modi di pensare si sono adeguati.

E' un vero peccato, perchè in questo modo abbiamo smarrito il senso pratico necessario a compiere le nostre imprese, utilizzando gli strumenti che erano già a disposizione dentro di noi.

Anche gli obiettivi richiedono un approccio pratico e coerente per essere raggiunti.



Proviamo a riflettere sui messaggi che ci arrivano ogni giorno dai mezzi di comunicazione e le credenze della gente.

In primo luogo. le persone che sanno davvero cosa vogliono nella vita sono pochissime.

Qualcuno di voi avrà pensato di sapere ciò che vuole: magari ha iniziato con la scuola, poi ha scelto una facoltà universitaria, poi la specializzazione per andare a fare il medico come il padre, o l'avvocato come il nonno; altri avranno avuto il pallino del lavoro statale per poi sposarsi ad una certa età e costituire una famiglia.

Il progetto prosegue con anni di lavoro, pensione e poi...be dopo la pensione non c'è molto altro in scaletta. Non è un caso che le persone vivano relativamente pochi anni una volta che smettano di lavorare.

Non è una questione di salute, quanto di aspirazioni e senso di vita. Se la pensione è la fine di tutte le attività e dei progetti di un individuo, è chiaro che la morte non si farà attendere.

Le persone che vivono più a lungo sono infatti quelle che continuano a progettare ed a realizzare sempre cose nuove; se anche vanno in pensione hanno solo spostato l'attenzione da un'altra parte, ma restano comunque attivi. Perchè hanno un programma loro.

Infatti, quanti si sono accorti di aver compiuto il progetto di vita che i genitori si attendevano da voi?

Se provenite da una famiglia di magistrati, è una questione di prestigio, dovete farlo anche voi, così vi riempiono la testa con messaggi ed incentivi che vi spingeranno a scegliere quella determinata strada. Ma non è una vostra scelta, vi hanno condizionato; e se talvolta avete provato ad esprimere un'opinione diversa, siete stati subito scoraggiati o in maniera diretta oppure subdola.

Molte persone vogliono diventare professionisti solo perchè un giorno, di tanti anni prima, hanno sentito qualcuno affermare che quel mestiere vi avrebbe coperto di quattrini. Nel momento in cui cambiate immagine, quel lavoro improvvisamente non vi interessa più e vi dirigete verso un'altra professione: notaio, chirurgo ecc.

Tuttavia questo testimonia solamente che non sapete cosa state facendo, non c'è nessuna emozione legata a quel tipo di mestiere; non avete unito la vostra mente alla vostra intuizione interiore ma siete rimasti schiavi dell'opinione altrui.

Chi ricerca un progetto materiale che non corrisponde al suo senso di vita, sarà destinato a vivere nella frustrazione: una condizione in cui faticate il 99% del tempo per ricevere un premio nell'1% rimanente. Ad esempio tutti coloro che odiano il proprio lavoro e lo fanno per arrivare al giorno di paga.

E' più facile lasciare agli altri la responsabilità di decidere le tappe della nostra vita; il problema è che nessuno è in grado di proporci un programma adatto a noi.

Per raggiungere un obiettivo occorre avere la consapevolezza di quello che si vuole fare e bisogna 'desiderarlo'!

Molte compagnie e ricercatori del marketing, cercano di studiare i meccanismi che hanno portato eminenti personaggi al successo. Ad esempio il caso Mc Donald's, mistero del nostro secolo: una società che produce panini disgustosi leader mondiale del settore ristorazioni.

Questo spinge i curiosi ad imitarli, allo scopo di ottenere lo stesso successo.
Tuttavia qualcosa manca: non è sufficiente produrre panini scadenti per ottenere la loro fama e ricchezza; chi imita di solito cerca solo di ripetere le azioni materiali ma nulla sappiamo dello scopo intimo di chi ha intavolato quel business.

Questo è il punto.
Se imiti Mc Donald's senza sapere il loro obiettivo interiore, potrai solo produrre panini scadenti perchè è tutto ciò che puoi osservare del loro operato.

Ma imitare qualcuno non significa essere lui.
Le nostre azioni seguono un progetto che è su misura della persona; chi fa il primo passo sa benissimo dove sta andando e tutto il suo corpo è bilanciato ed orientato in quella direzione.

Chi sa la distanza tra lui ed il suo traguardo, sa anche come muoversi, sa come dosare le sue forze per non strafare; sa quando riposarsi e dove prendere slancio per superare una salita.

Coloro che vi imitano tutto questo non lo possono sapere ed i risultati saranno penosi sconclusionati ed irregolari. All'esterno darete l'impressione di chi è confuso e non riuscirete a far percepire un messaggio coerente.

Se si tratta di lavoro, la vostra clientela non saprà che tipo di prodotto o servizio volete vendere; se parliamo di seduzione, la persona non capirà seriamente le vostre intenzioni e si irriterà o si sentirà a disagio con voi.

Perchè voi siete i primi a non sapere quello che volete.

Giusto per tornare all'esempio di Mc Donald's; la loro finalità non era vendere panini. La società degli hamburger è invero uno dei più grandi proprietari immobiliari del pianeta.

La tecnica consiste nel comprare l'immobile dove in futuro sorgerà un nuovo ristorante; a quel punto l'attività ha lo scopo preciso di far rientrare i capitali necessari per comprarne un altro e così via. Il loro senso è molto chiaro e proprio per questo la strategia si presenta coerente perchè è tutto funzionale a questo progetto che permette di rendersi popolari, acquisire nuova clientela e dunque nuovi capitali per aumentare le proprietà.

Se voi imitate solamente il ristorante evidentemente non state applicando la strategia per intero e fallirete.

Questo è un concetto molto importante .
Se il vostro piano è ambizioso, avrete delle regole da rispettare molto precise e degli impegni da portare a termine.

Se per costruire una casa occorrono 100.000 euro, non potete impegnarvi solo per 80.000, altrimenti avrete perso l'intera somma.

I progetti necessitano di fondi per essere avviati, sia monetari che di impegno. Non è cosa da lasciare all'improvvisazione.
Dovete essere sicuri che l'obiettivo sia alla vostra portata, dall'inizio alla fine, altrimenti è meglio non partire affatto.

Vedremo poi gli altri elementi raggiungere un obiettivo.


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La Domanda Infinita, come ci condiziona

domanda-infinitaL'immagine del maschile e del femminile non è qualcosa di innato nelle persone; viene appreso attraverso uno speciale imprinting a partire dal momento della nascita.

Il maschile lo ereditiamo dal padre, è l'informazione che ci arriva nel momento in cui ci guarda e ci riconosce.

Il femminile proviene dalla madre che ce lo trasferisce quando ci accetta per quello che siamo.

Se ciò non avviene ci saranno delle lacune che ci spingeranno a comportamenti riparatori.


Le caratteristiche della Domanda Infinita le abbiamo già viste, tuttavia non abbiamo ancora discusso sugli influssi che ha su di noi a livello degli archetipi maschili e femminili.

Nel caso in cui una persona non sia riconosciuta dal Padre, ci saranno le seguenti conseguenze:

Un bambino non riconosciuto, non avrà l'immagine del maschile, perchè il padre lo ha ignorato.
Per questo motivo non saprà neppure come è fatto un uomo e cercherà tutta la vita di recuperare il modello mancante.

Se trova una donna, chiederà a lei di definirlo in quanto uomo :"Come dovrei essere?" Ma non sarà mai all'altezza di questo modello, non sarà mai sicuro di essere arrivato al suo obiettivo.

Una bambina non riconosciuta invece, non avendo conosciuto suo padre, non saprà come dev'essere un partner. Cercherà un modello idealizzato, un uomo perfetto perchè non avendolo visto nel pratico si è costruita una rappresentazione immaginaria; ma poichè è immaginaria è una visione inesistente della realtà.

Se una donna non riconosciuta cerca un uomo che sostituisca suo padre, allora lo cercherà il più possibile simile a lui. Ma essendo simile all'originale, anche quest'uomo non la riconoscerà affatto e la storia si ripete all'infinito.

Nel caso in cui qualcuno non sia accettato dalla Madre, avremo i seguenti casi:

Una bambina non accettata non avrà l'immagine del femminile e non saprà come è fatta una donna; avrà un abbigliamento strano che non rispecchia l'identità sessuale di appartenenza.
Cercherà un uomo che la definisca come donna :"Come è fatta una donna?"

Hanno l'idea mentale del femminile, ma suona come qualcosa di artificiale, non sentono emotivamente la cosa.

Un bambino non accettato invece, non avrà la consapevolezza del femminile ma neanche del femminile in lui. Da adulto cercherà la donna perfetta, perchè non sapendo come è fatta una donna vera, l'unica rappresentazione che ha è quella di una donna perfetta.

Ma in tutti i casi di perfezione, nessuno troverà mai quello che cerca.
La persona perfetta non esiste perchè la vita è altra cosa e le regole sono diverse da quelle teoriche; per questo motivo le relazioni che si instaurano secondo i parametri di perfezione risentono della delusione di un'aspettativa troppo elevata.

La persona chiederà al partner di essere migliore di ciò che è, cosa impossibile per l'altro; a quel punto si arriva alla minaccia di cessare il rapporto se l'uomo o la donna non cambiano.

Ma se qualcuno vi chiede di cambiare sappiate che è solo un campanello d'allarme che vi sta dicendo :"Tu non sei accettato nè riconosciuto dall'altro!" Perchè se tu vuoi cambiare qualcuno è perchè non ti piace così com'è.

Se vi state accorgendo di dare molto peso all'accettazione ed al riconoscimento altrui, sappiate che siete esposti a delle grosse trappole sociali.

Di fronte alla vostra fame di Domanda Infinita, vi piegherete a 1000 ricatti pur di venir soddisfatti e questo vi causerà dolore e frustrazioni.

La maggior parte della gente alla nascita non è Accettata; altri non sono Riconosciuti; un'altra parte ancora non è nè accettata nè riconosciuta. Ma a quanto pare non si trovano individui che siano accettati e riconosciuti da entrambi i genitori.

Suona grottesco, eppure è così.
A parole tutte le famiglie sono perfette, i genitori tendono sempre a dare l'immagine buona della storia, però omettono i loro disappunti e scavando nell'albero genealogico si scopre che la nostra venuta in questo mondo ha destato non poche perplessità.

Non fasciamoci la testa prima che si rompa.
Credo che la domanda infinita sia un chiaro segnale di progresso della nostra civiltà; infatti ci siamo così evoluti da rendere centrale questo bisogno pur avendo delle condizioni di mantenimento molto efficaci.

Se ci spostiamo di un paio di secoli indietro possiamo capire che nessuno avrebbe mai posto la questione :"Perchè i miei non mi hanno amato a sufficienza?"
Semplicemente era scontato che i genitori non si curassero dei figli, un tempo venivano dati sistematicamente ai nonni o alle balie ma raramente ai genitori.

Ricapitolando, non esistono persone che non abbiano alla nascita una qualche forma di domanda infinita, però esistono persone che guariscono da questo disagio.

La misura in cui voi vi piegate alle richieste umilianti e frustranti di chi vi circonda è la misura in cui voi siete ancora nella vostra domanda infinita.

Un'osservazione costruttiva che mi sento di condividere è che spesso non ci si accorge del paradosso.

La gente cerca di ottenere soddisfazione utilizzando una 'strategia di sopravvivenza', e questo perchè vorrebbe essere accettata e riconsociuta. Ma non si rende conto che per ottenere ciò si deforma, si maschera e presenta all'esterno un'immagine di sè completamente stravolta e finta.

Se voi volete essere apprezzati ed approvati per ciò che siete, l'unico modo è essere autentici. Se vi modificate per piacere alle persone, loro ameranno quelle parti di voi che mostrerete modificate, dunque non ameranno mai voi ma solo una finzione.

Se gli altri amano una vostra finzione, significa che non siete riconsociuti ed accettati in ogni caso, dunque a che serve sacrificarsi?

Nel momento in cui sarete autentici, ci sarà ugualmente gente che vi disapproverà, ma ci sarà anche gente che vi apprezzerà realmente.

Infine rimane sempre valida l'indicazione di amarsi da soli, perchè alla fine della giornata, la persona che ha faticato di più e che vi è stata più vicino in ogni istante siete proprio voi stessi.
Potete avere tutti gli apprezzamenti del mondo ma se non avete il vostro non servirà proprio a niente.


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Le Strategie di Sopravvivenza

strategie-sopravvivenza-hamerOgni volta che si ha un bisogno, la mente cerca di adoperarsi per trovare il modo più rapido ed economico per raggiungerlo.

In linea teorica, piacerebbe a tutti avere a disposizione la classica strada dritta.
Tuttavia, quando tra noi ed il nostro bisogno si frappone un ostacolo, è necessario escogitare una nuova strategia.

La Strategia è uno strumento organizzativo che ci consente di raggiungere il nostro scopo in maniera agevole e può avere più finalità.

Tra queste vi è la 'Strategia di Sopravvivenza'.



Il nome stesso ci aiuta ad inquadrare lo scopo di questo comportamento; l'obiettivo è farci sopravvivere.

Per quanto in senso lato, tutte le strategie abbiano questo proposito, la definizione di cui sopra si riferisce ad un contesto specifico.

Se avete letto l'articolo sul 'Riconoscimento' e sul bisogno di 'Accettazione'
avrete ben chiaro che ciascuno di noi, fin dalla nascita, ha la necessità di soddisfare un'esigenza vitale che è la 'Domanda Infinita'.

La Domanda Infnita è quella sete inesauribile della persona di ricevere o il Riconoscimento Paterno o l'Accettazione Materna, che non si è avuto al momento della nascita.

Questo lo chiederemo di continuo a chiunque ci capiti sotto mano.

Il motivo per cui sentiamo questo bisogno esagerato, è che senza i suddetti elementi ogni essere vivente è destinato a perire poco dopo essere venuto al mondo. Infatti un neonato non è per nulla indipendente, contrariamente ad altre specie animali, dunque necessità di costanti attenzioni e cure sia dalla madre che dal padre.

Le cure possono essere sia di tipo alimentare che affettive o di protezione, dai predatori, dalle intemperie e così via.

Naturalmente il bambino non ha nessuna consapevolezza psicologica della situazione, perchè il suo sistema nervoso non è ancora sviluppato a sufficienza, nè è consapevole di sè in quanto individuo. Ciò che entra in allarme è il suo sistema di mantenimento biologico.

Non è un caso infatti che anche i bambini possano ammalarsi.
Abbiamo specificato che a causare una patologia è sempre un 'conflitto biologico', cosa comune a tutti gli animali ed alle piante; non è mai il conflitto psicologico, infatti il bambino non vive nessun trauma psicologico ma reagisce a concrete problematiche di sopravvivenza.

Culturalmente le cose si modificano e col tempo, in quanto specie, abbiamo registrato che per vivere bene è necessario essere ben accetti e considerati nel clan.

A livello cuturale ciò è manifesto da diversi comportamenti che rivelano la nostra condizione. Per esempio chi viene abbandonato probabilmente non è neanche accettato; chi non riceve il cognome del padre di certo non è riconosciuto.

A livello razionale si troveranno infinite scuse e giustificazioni per motivare queste scelte, ma la realtà biologica ci dice altro e lo testimoniano le azioni intraprese da famiglie veramente in grosse difficoltà ma che hanno sempre tenuto con loro i propri figli o hanno escogitato dei piani per cavarsela anche se a duro prezzo.

La Strategia di Sopravvivenza a cosa serve?
E' lo strumento attraverso il quale ognuno di noi ha 'imparato' a soddisfare la sua Domanda Infinita.

Facciamo un esempio.
Poniamo il caso che qualcuno abbia bisogno di essere 'scelto'. Perchè ciò avvenga è sempre necessario creare delle situazioni in cui ci siano più individui tra cui scegliere, se siete l'unica possibilità non è una scelta è una costrizione.

Può essere la circostanza di uno studente che va a fare un colloquio di lavoro; ci sono 10 posti e 200 candidati. Wow. Se riuscisse ad essere assunto sarebbe fantastico; uno dei 10 migliori tra 200.

Il problema è che lui ha bisogno di essere scelto, è lì che scatta il suo programma di sopravvivenza, e come può fare visto che dovrebbe essere migliore di altri 190?

Occorre una buona strategia, qualcosa che lo differenzi e lo faccia brillare di fronte agli altri. Così gioca la sua carta vincente: per farsi scegliere mostra di essere molto remissivo, di non fare mai domande e di attenersi esattamente a ciò che gli viene chiesto.

A chi conduce il colloquio, questo atteggiamento piace molto, lo considera un buon elemento per non creare problemi all'azienda e garanzia di affidabilità per il futuro. Decide di assumerlo.

Passa il tempo e lo studente, ormai impiegato, si ambienta perfettamente nel suo luogo di lavoro. A quel punto però si accorge che sente ancora fame per qualcosa, vuole essere scelto di nuovo.

Infatti, nell'azienda sono state scelte 10 persone e lui è una delle 10, ma non gli basta. Lu vuole essere scelto e cioè scelto tra i 10 come migliore per qualche requisito.

Applica di nuovo la sua strategia, molto compiacente e remissivo, giorno dopo giorno scala la vetta dell'azienda perchè con quel comportamento riesce a farsi strada. E' la strategia che il suo cervello ha registrato per andare avanti nella vita e garantirsi il bisogno di accettazione e riconoscimento; infatti col tempo sono arrivate anche delle promozioni che gli hanno permesso di salire di grado.

Vorrei specificare che la Strategia è qualcosa che si apprende da bambini; è una tecnica che si è adoperata durante una situazione difficile e che ha mostrato buoni risutati nel miglioramento della vostra condizione.

Per questo viene appresa e registrata, in modo da essere riutilizzata ogni volta in modo del tutto automatico ed inconsapevole.

La strategia è inconscia, la gente non sa nemmeno di applicarla.

Una volta che ci si accorge di questa domanda infinita, ci si rende conto anche del modo attraverso il quale si ottiene il suo soddisfacimento. E solo allora si può interrompere il processo.

Il problema non è la strategia in sè, ma il fatto che la sua applicazione incondizionate ci costringe a prendere atteggiamenti spesso controproducenti in altri settori della nostra vita. Il prezzo può essere molto alto.

Ad esempio, se siete abituati a cercare l'approvazione altrui e per ottenerla applicate una strategia di sacrificio per gli altri, al termine vi sentirete soddisfatti da un lato ma distrutti e vessati dall'altro.

La strategia di sopravvivenza è qualcosa che vi spinge a scendere a compromessi con i vostri desideri, non perchè siate incapaci di ottenere ciò che vi serve altrimenti, ma perchè siete schiavi della vostra domanda infinita.

Provate ad immaginare di essere legati all'opinione dei vostri genitori, anche a 50-60 anni.

Un giorno volete intraprendere un nuovo lavoro, ma temete che loro non vi approveranno (in realtà non vi approvano mai per cui andate sul sicuro), tuttavia rinunciate al vostro progetto. Ma lo fate anche se siete materialmente in grado di compierlo ed attuarlo.

Ciò che temete e di non essere più amati e presi in considerazione da loro, ma un giorno i genitori non ci saranno più e resterete schiavi dell'opinione del vostro capo, di vostro marito o vostra moglie, degli amici o colleghi di lavoro. Non finirà mai fino a che non smetterete di chiedere la loro attenzione.

Una volta che non sentite più questo bisogno, smetterete automaticamente di applicare la strategia di sopravvivenza; semplicemente non vi servirà più.

In questo modo smetterete anche di sacrificarvi o limitarvi ogni volta che cedete ad un ricatto affettivo.

Un modo per ridurre gli effetti della domanda infinita è semplicemente la consapevolezza della sua esistenza e della necessità di una strategia per soddisfarla.

Compito:1) cercate di individuare cosa richiedete sempre alle persone, chiedete a chi vi sta vicino: partner, familiari, amici, colleghi di lavoro.

2) pensate che cosa fate ogni volta che sentite quel bisogno per fare in modo che gli altri ve lo soddisfino, quella è la vostra strategia.



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Il Bisogno di Accettazione

bisogno-accettazione-jodorowskyL'Accettazione è l'altra faccia della medaglia del 'Riconoscimento'.

Abbiamo visto che il Riconoscimento è un atto Paterno; l'Accettazione invece è prerogativa della madre. Perchè la madre ha in grembo il proprio figlio per 9 mesi, non ha bisogno di sapere che è suo, lo sa benissimo.

Purtroppo, al momento della nascita ci possono essere delle sorprese; questo bambino non è come lo si immaginava e le aspettative vengono deluse.

Che accadrà a questo bambino?



Se il Riconoscimento è di vitale importanza per lo sviluppo e la crescita del bambino, l'accettazione potrebbe essere ancora più importante.

E' possibile ipotizzare l'avvento di un miracolo anche nelle situazioni più disagiate, ma se non si ha neppure la speranza di essere tenuti dalla madre, le possibilità si riducono di molto.

Ecco che il bisogno di accettazione diventa centrale.

Venire accettati dalla propria madre per quello che si è, significa avere accesso ad un futuro, al nutrimento, alle cure materne, a vivere.

Chi non è accettato vivrà un conflitto enorme già alla nascita che provocherà nel bambino inevitabili conseguenze; le strutture mentali verranno indirizzate verso 'binari preferenziali', col tempo questi binari manifesteranno malattie precise e comportamenti coerenti.

Siamo tutti frutto delle azioni che ci hanno preceduti.

L'Accettazione è necessario al piccolo per garantirgli una speranza di sopravvivenza; perchè come abbiamo visto, chi viene rigettato dal branco dovrà affrontare le avversità da solo. Fuori dal clan non si è protetti e si rischia di essere mangiati vivi dai predatori.

Questa è una memoria molto forte in noi.
Per questo motivo faremo di tutto per venire accettati dagli altri, in primis dai nostri genitori.

Siamo ricaduti nuovamente nella Domanda Infinita, che dipende in parte dal riconoscimente paterno ed in parte dall'accettazione della madre.

Le persone non accettate hanno la tendenza ad essere più discreti; non possono fare chiasso perchè la loro fobia è quella di essere cacciati e se disturbano, il rischio che ciò avvenga si intensifica.

Dunque il non riconosciuto sarà appariscente, chiassoso e si sposterà da tutti i luoghi in cui non verrà adeguatamente distinto. Ma avrà anche problemi di riconoscimento in senso lato, a distinguere le cose, avrà problemi con le 'promozioni' a salire di grado e così via. Problemi di posto.

Il non accettato sarà, silenzioso, cercherà di non disturbare, attento ai rifiuti e molto sensibile, avrà paura di esporsi; sarà meno curato nell'aspetto e nei piccoli dettagli perchè non avrà avuto le attenzioni di una madre coinvolta nel seguirlo. Avrà molti problemi di stomaco perchè tenderà a risentire il rifiuto, quindi vorrà essere scelto.

Anche in questo caso, una persona ha l'accettazione totale della madre oppure non ce l'ha.

Non si può essere un po' accettati, oppure accettati solo in alcune parti.

Noi siamo persone intere, disponiamo di un pacchetto di qualità che ci caratterizzano. Abbiamo due genitori e due famiglie di origine; abbiamo un nome; abbiamo una tradizione culturale; apparteniamo ad una certa etnia e cosa non da sottovalutare, alcuni di noi sono maschi ed altri sono femmine.

Cosa significa nel pratico?
Per essere realmente accettati, vostra madre deve accettarvi per tutte le vostre caratteristiche, anche il fatto che siate di un sesso piuttosto che l'altro.

Se voi avete una madre che vi adora, ma non tollera vostro padre, significa che non accetta neppure voi, perchè ama di voi solo quella parte che proviene da lei. Ma voi non siete solo quella parte.

A volte mi capita di sentire coppie che dichiarano di amarsi e rispettarsi alla follia; hanno dei figli che adorano eppure uno dei due dice :"Mah...se non fosse per i suoi parenti e per i suoceri, sarebbe fantastico, che gente quella."

Tutto ciò è un'illusione, perchè il partner proviene da quella stessa famiglia che si deplora e ne conserva le qualità basilari. Rifiutare la famiglia di origine equivale a rifiutare sia il coniuge che il figlio nato da quella unione.

In alcuni casi il rifiuto è ancora più eclatante. Come nel caso di quelle persone che chiamano il figlio col proprio nome; è una pratica molto usata negli Stati Uniti. Se la madre si chiama Jane, la figlia sarà Jane Junior e talvolta la cosa si ripete per più generazioni; è come se la persona avesse fatto il figlio con se stessa e come risultato avesse ottenuto un 'clone'.

Chi ha il bisogno di essere accettato, continuerà a chiedere a tutti di soddisfare questo bisogno.

La frustrazione sarà alta proprio perchè non sempre ciò avverrà; non è possibile disporre di persone che ci accettino 24 ore su 24, e come sappiamo, non appena qualcuno ci accetta noi avremo di nuovo fame.

Si instaura una sorta di tiro alla fune. La nostra domanda infinita si incastrerà con quella degli altri, perchè tutti ne hanno una da soddisfare.

Se io ho bisogno di accettazione potrò entrare in un rapporto commerciale con qualcuno che possa aiutarmi, magari perchè ha bisogno di qualcosa che è in mio possesso. Per esempio io potrei riconoscerlo e soddisfarlo a mia volta.

Il problema è che in questo genere di rapporti, una volta che qualcuno ha ottenuto ciò che cercava, perde interesse nell'altra persona.

Chi ha bisogno di accettazione, si arrovella la mente per escogitare sempre nuove occasioni per venire accettato, ma nel momento in cui ciò avviene, il bisogno si spegne temporaneamente e quella persona non è più utile in quanto ci ha già accettato e non serve lo faccia ulteriormente. A quel punto dovremo cercare qualcun altro che rinnovi il piacere dell'accettazione.

Altri sono più perversi: sapendo di avere per le mani la gallina dalle uova d'oro, promettono e promettono all'infinito di soddisfare la nostra domanda ed in cambio ottengono miriadi di favori. E' il gioco del bastone e la carota.

Il punto è che non ci accontenteranno mai perchè sanno che se lo facessero noi ce ne andremmo via, non avremmo più motivo di restare.

La domanda infinita ci aiuta a crescere, a salvarci la vita, in quanto ci consente di ricevere dal branco ciò che i nostri genitori non ci hanno potuto o voluto dare: accettazione e riconoscimento.

Ma quando si è adulti, non c'è più bisogno di continuare, siamo indipendenti e perfettamente in grado di cavarcela da soli, eppure si continua a chiedere quello che è un bisogno da bambini rovinando i nostri rapporti interpersonali sia familiari che lavorativi o relazionali.

Vale la pena rendere noto che la domanda infinita è una causa persa.

Non è possibile ottenere dagli altri nè l'accettazione nè il riconoscimento che cerchiamo, per diversi motivi:

1) noi cerchiamo quello che i nostri genitori non ci hanno dato al momento della nascita. Ma gli altri non sono i nostri genitori, quindi stiamo domandando di esaudire un desiderio impossibile.

2) è il nostro bambino interiore che voleva essere accettato e riconosciuto; ma noi ormai siamo cresciuti e bambini non siamo più. Quindi neanche i veri genitori potrebbero aiutarci.

La buona notizia è che se soffriamo di queste mancanze è solo perchè non eravamo consapevoli di ciò che stavamo cercando inutilmente e senza sosta.

Ora che lo sappiamo, possiamo anche comprendere che esistono altre strade.
Riconoscersi ed accettarsi da sè, perchè noi siamo le uniche persone sempre presenti nella nostra vita.

Siamo gli unici di cui veramente dobbiamo cercare l'accettazione, il riconoscimento ed il perdono se occorre.

A quel punto tutto svanisce in un lampo e lo capirete perchè cambieranno i vostri atteggiamenti e lo vedremo nello specifico i prossimi giorni.


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Il Conflitto di Riconoscimento

conflitto-riconoscimento-jodorowskyChe cosa significa essere riconosciuti?

Molti conoscono il termine, ma che cosa voglia dire nella pratica non ne hanno proprio idea.

A volte incontrate qualcuno per strada e lo 'riconoscente', cioè avete identificato che si tratta di quel vostro amico proprio perchè riuscite a distinguerne degli aspetti precisi, delle qualità peculiari.

Il Riconoscimento è uno dei nostri bisogni fondamentali, anche se può sembrare qualcosa di superfluo o un segnale di immaturità caratteriale, in realtà non per affatto così.


Essere riconosciuti implica di essere visti, di essere 'significati' e dunque collocati nel giusto posto all'interno del branco.

Ecco perchè è un bisogno fondamentale: tutti occupiamo un nostro posto, o meglio ne avremmo diritto, ma non sempre riusciamo a comprenderlo.

Il fatto stesso che voi esistiate implica che siete nati da un atto d'amore dei vostri genitori; anche se non si tratta dell'amore romantico, è comunque un gesto di attrazione tra due individui e questo è il manifestato dell'energia dell'amore.

L'Amore è in primo luogo Attrazione, a qualsiasi livello parliate: due atomi che stanno insieme lo fanno perchè esiste un'elettronegatività che li lega, ma questa forza non è altro che la trasposizione dell'Amore tra due elementi fisici.

Perchè è così importante essere riconosciuti?
Non si tratta di essere notati, quello può avvenire in seguito; parliamo proprio del riconoscimento all'inizio della vita.

Alla nascita, il Padre vede il proprio figlio ed è il primo impatto diretto che ha con lui. Siccome il figlio era nel ventre della madre, il Padre non sa chi sia questo bambino; per tenerlo come suo deve compiere un gesto di Riconoscimento.

Il padre deve riconoscere come suo quel bambino e solo allora diventerà suo figlio. Nei tempi antichi, il bambino veniva lasciato ai piedi del padre, sul terreno; a quel punto l'uomo poteva prenderlo e sollevarlo al cielo riconoscendolo, oppure poteva rifiutarlo e destinarlo ad una sorte terribile.

Chi non veniva riconosciuto dal Padre non aveva uno status, nè una condizione di sopravvivenza favorevole; qualcuno poteva essere venduto come schiavo o persino gettato da una rupe.

In alcuni paesi arabi, in epoche precedenti all'Islam, era usanza lasciare le donne in recinti come bestie o seppellire vive le figlie femmine indesiderate.
Questi sono esempi estremi di tradizioni passate in cui i figli non venivano riconosciuti.

Se avete seguito il discorso con attenzione, avrete capito che il riconoscimento attiene alla propria sopravvivenza, mentre il mancato riconoscimento equivale in molti casi alla morte.

Poichè stiamo parlando di tradizioni di pochi secoli fa', si può comprendere quanto sia viva la paura del mancato riconoscimento paterno nelle nostre memorie cellulari.

Dunque è plausibile che per noi sia un bisogno assolutamente fondamentale.
Essere riconosciuti vuol dire essere protetti ed allevati; vuol dire essere visti per quello che siamo con le nostre caratteristiche.

Al giorno d'oggi è ancora frequente, nella maggioranza dei casi, che un figlio non sia riconosciuto dal padre a diversi livelli.
C'è chi non conferisce al figlio il proprio cognome e che non se ne occupa materialmente; c'è chi scappa senza lasciare traccia alla madre, abbandonandola; c'è chi se ne occupa ma nel fondo del suo cuore non apprezza quel figlio o quella figlia; e c'è chi invece rifiuta il fatto che il bambino sia discendente della famiglia della moglie che non tollera.

Il Riconoscimento è qualcosa di totale, o c'è o non c'è; tuttavia gli esempi sopra menzionati fanno rendere conto di come siano molteplici i casi in cui un bambino non sia riconosciuto, o perchè non è come lo si desiderava o perchè magari non è proprio figlio biologicamente di quel padre.

I problemi di chi non è stato riconosciuto sono di dover trovare un modo per sopravvivere ugualmente. Il pericolo è di essere abbandonati o rigettati dal clan familiare ed essere in balia di pericoli ed insidie di ogni genere.

Per questo il cervello biologico ha elaborato delle soluzioni di emergenza.
Sapendo di non aver ottenuto ciò di cui aveva bisogno dal proprio genitore, ha iniziato ad applicare un programma speciale comportamentale.

La persona che non è stata riconosciuta cadrà nella 'domanda infinita', cioè sarà costantemente affamata di riconoscimento (in questo caso) e lo chiederà a tutti.

La differenza tra un bisogno e la domanda infinita è che la prima trova soddisfazione temporanea: per esempio se avete fame, una volta mangiato resterete sazi per alcune ore ed in seguito avrete di nuovo fame, ma nel frattempo proverete un senso di liberazione e gratificazione.

La persona preda della domanda infinita invece, non si sazia mai. Una volta che ha ottenuto del riconoscimento da qualcuno, deve subito averne dell'altro; è come una droga dall'effetto molto ridotto nel tempo.

Chi cerca riconoscimento è in un conflitto importante che sarà tanto evidente quanto sarà grande il suo bisogno di essere riconosciuto dal padre.

Tutto questo si traduce in comportamenti e scelte di vita particolare.
Un personaggio famoso come un attore o un politico importante, un imprenditore sempre sulla copertine dei giornali, sono ottimi esempi di persone non riconosciute.

A causa di questa mancanza da bambini, hanno trovato le strutture mentali necessarie per emergere e diventare volti noti, in modo da essere riconosciuti dal pubblico.

Chi ha lo stesso talento ma è meno conosciuto, differisce non in bravura ma nel bisogno di essere in mostra. Perchè è chiaro che più qualcuno sarà in vista e più probabilità ci saranno che il padre lo veda e una buona volta lo riconosca come figlio.

Se una persona risolvesse questo conflitto, potrebbe persino rinunciare a quella carriera per dedicarsi ad altro.

E' l'esempio di persone come Carla Bruni o simili: chi non riesce ad avere la notorietà necessaria farà in modo di incrociare la strada di persone con i conflitti complementari.

Poichè questa persona non si sentiva riconosciuta in Italia, ha preso le distanze dal suo paese ed è finita in Francia diventando la first lady francese. Di fatto ha acquisito riconoscimento indirettamente, sposando una persona di prestigio.

Perchè se voi state con qualcuno di molto importante significa che siete automaticamente molto importanti anche voi.

Altre persone amano esibire le loro carte migliori: una bella automobile, una bella fidanzata, conoscenze di alto livello, titoli nobiliari (sebbene siano nobili decaduti). Lo scopo è farsi riconoscere; possiamo chiamarla vanità, ma il bisogno di fondo è farsi 'vedere' per farsi trovare.

Anche in questo caso esistono delle marche prestigiose che indicano conflitti di riconoscimento. Basti pensare alle moto Ducati; alla birra Corona; gli occhiali Police.

Tutto ciò che attiene ai titoli, al Nome ed alla autorità, attiene al riconoscimento.

Nei simbolismi abbiamo il 5, il Papa dei Tarocchi Marsigliesi.
Tutte le volte che trovate dei 5 sapete che si tratta inconsciamente di una manifestazione del vostro conflitto di riconoscimento; ad esempio avete una maglietta col numero 5, oppure abitate al numero civico 5 e così via.

Il problema è che non siamo abituati a considerare i nostri atteggiamenti e non ci rendiamo conto di quante azioni siano conseguenze del bisogno di essere riconosciuti e del prezzo che paghiamo ogni volta.

Nei prossimi giorni parlaremo dell'accettazione e di come trattare la domanda infinita limitandola e poi risolvendola.


foto di freedigital

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Guarigione e Destino Familiare

guarigione-destino-familiareGuarigione e Destino Familiare
La decodifica biologica delle malattie: edizioni il Punto d'Incontro

di Patrick Obissier

scienziato francese, definito "poetaterapeuta".

Mette al servizio di tutti le sue ricerche sulla medicina biologica utilizzando dolcezza e potenza di immagini.


Il contrasto maggiore deriva dalla brevità delle sue esposizioni, rispetto alle lungaggini di un ambiente medico accademico.


Il risultato è un messaggio scientifico facilmente comprensibile ed alla portata di tutti.

Non c'è impedimento comunicativo nell'opera di Obissier, tutto è scritto con la massima franchezza e semplicità.

La completezza degli argomenti e la capacità di riunire insieme le ricerche di altri autori, fanno di questo libro un'opera unica.

I temi trattati sono le basi della medicina di Hamer, i ritmi biologici di Frechèt e Anne Schutzenberger, per concludere con riflessioni sulle memorie cellulari.

Poichè Patrick è anche un pensatore di stampo filosofico, il libro è stato arricchito di spunti relativi al Karma e alle sue influenze transgenerazionali.
Se oggi siamo malati è il risultato di un messaggio che i nostri antenati ci hanno lasciato: come interpretarlo? E come rispondere a questo messaggio?

L'evoluzione degli esseri viventi è soltanto un fenomeno di aggiustamenti sequenziali da una generazione all'altra: ogni individuo modifica parti del suo organismo in relazione ai bisogni ambientali.

Il figlio possiede sempre delle differenziazioni rispetto ai genitori, poichè il figlio è lo strumento attraverso il quale i genitori superano il proprio conflitto.

Il tumore è stato per molto tempo considerato un insieme di cellule impazzite che proliferano in maniera incontrollata. Secondo Obissier, il tumore è invece l'effetto accelerato dell'evoluzione all'interno dello stesso individuo invece che in più generazioni. Dunque è qualcosa di estremamente sensato ed intelligente.

La paura diventa in tutto questo panorama, l'espressione dell'inconsapevolezza, dell'ignoto. Chi entra nel campo del sapere, non ha più paura ed improvvisamente lascia spazio all'azione pratica.

Il più grande problema odierno è la paura della malattia e dell'inevitabilità; ma studiando le leggi biologiche ed i meccanismi delle memorie cellulari si capisce che il corpo e anche la malattia sono degli alleati con cui lavorare insieme.

Da queste osservazioni risulta chiaro come la forza più distruttiva sia la paura della malattia e le errate convinzioni su di essa. Questa ignoranza è il nostro ostacolo, è la causa di peggioramenti nella salute e di mancate guarigioni che giungono alla cronicità dei sintomi.

Un'introduzione alla scienza dell'autoguarigione: Patrick Obissier ci offre una nuova comprensione della salute individuale e familiare attraverso l'arte della decodifica biologica.

E' un libro che consiglio a chiunque sia alla ricerca di spunti di riflessione, ancor prima di altri testi simili come "La Medicina Sottosopra".

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Il Conflitto del Perfezionista

conflitto-perfezione-hamerOgni individuo possiede un carattere particolare.
Normalmente siamo abituati a pensare che le caratteristiche siano dovute alla lotteria della natura, la quale conferisce a ciascuno dei tratti specifici e li mantiene inalterati in eterno.

In realtà le cose stanno diversamente.

Anche il carattere è il risultato di strutture mentali ben precise, rispondenti a dei conflitti familiari.

Tra questi abbiamo anche i 'perfezionisti'.



Caratteristiche comuni
Il perfezionista, come lascia intuire il nome, ricerca la perfezione.

Se compie un lavoro deve farlo nel migliore dei modi possibili ed immaginabili, altrimenti non raggiunge la perfezione assoluta ed il suo contributo è nullo.

Il perfezionista deve fare e rifare innumerevoli volte lo stesso incarico, questo perchè per quanto buono sia, il livello non è mai accettabile.

La caratteristica più eclatante del perfezionista è la 'rigidità'. Essendo la perfezione un concetto assoluto, che non lascia spazio a divagazioni nè a margini di errore, non è possibile ottenere altro che un immagine idealizzata di qualunque cosa.

Di fatto il perfezionista è colui che cerca qualcosa che non esiste; e poichè non esiste, non la troverà mai.

Chi ha problemi di perfezionismo ha determinate conseguenze fisiche.
Il conflitto alla base è:" Il mondo non è abbastanza perfetto...adesso lo modifico a mia immagine".

Come conseguenza si avranno problemi di vista e di astigmatismo, che consiste nel vedere la realtà diversamente da quella che è. Perchè il perfezionista non accetta le imperfezioni ma le corregge attraverso distorsioni visive.

Da un punto di vista cerebrale, la porzione del cervello implicata è il Talamo, che tra le altre cose viene sollecitato al passaggio delle emozioni. Di conseguenza chi è in un conflitto di Talamo, viene continuamente messo alla prova poichè la vita è un susseguirsi di emozioni conflittuali o favorevoli.

Il perfezionista è una persona tendenzialmente rigida, ma questo si ripercuote anche nella sua postura e nella sua mobilità fisica.

La causa di questo conflitto è un 'giudizio'.

Chi è nel conflitto della perfezione è una persona che giudica, tanto più è grande il suo conflitto. Giudica il lavoro degli altri e giudica in continuazione se stesso.

Nei casi più aggressivi è chi sputa sentenze con molta leggerezza. Nelle donne provoca sintomi di frigidità, perchè è il giudizio sull'aspetto sessuale e del peccato ed il simbolo delle donne materialiste. Mentre la donna perfettina non è una donna comune, ma si rivede nella vergine Maria che ha un figlio perfetto e senza padre.

Manifestati di un progetto di perfezione
Poichè la perfezione nella cultura occidentale è rappresentata dal cristianesimo, possiamo immaginare che tali simboli siano manifestazione di perfezione.

Le persone che si chiamano Maria, Cristiano, Cristina e derivati, sono persone col conflitto della perfezione. Chi nasce a Natale o nei dintorni (24 dicembre è la vigilia) è qualcuno che ripercorre le gesta di Cristo quindi è cercato come perfetto; chi ha dei genitori di nome Maria e Giuseppe rievoca lo stesso problema e spesso ha grossi traumi a 33 anni di vita. Chi è nato col parto cesareo è un po' il figlio di chi partorisce restando vergine, quindi è un altro stemma della perfezione.

Da un punto di vista genealogico, il perfettino è colui la cui famiglia ha vissuto uno scandalo: qualcuno che è stato giudicato per il suo lavoro; qualcuno che ha commesso un reato penale; qualcuno che è stato accusato ingiustamente; qualcuno che ha provocato uno scandalo per questioni legate alla sessualità, adulteri, aborti, rapporti sconvenienti, omosessualità.

Non è neppure un caso che il Talamo, nel cervello, somigli appunto al talamo nuziale e che simbolicamente sia legato a degli scandali sessuali, cioè a questioni di letto.

Se avete problemi di perfezionismo e giudizio, controllate nella genealogia per scoprire a quale parente siete energeticamente legati e con chi condividete le medesime memorie cellulari. Voi dovete risolvere il conflitto irrisolto di quell'antenato.

Poichè qualcuno è stato giudicato, il terrore del perfezionista è di venir giudicato ancora ed ingiustamente. Per questo cerca di non sbagliare mai in modo da non dover affrontare le umilianti conseguenze.

Ma questo porta a 2 atteggiamenti frustranti:

1) Poichè tutto deve essere perfetto, bisogna fare e rifare all'infinito le stesse cose, in modo da ottenere un livello eccellente.

2) Visto che la perfezione è irraggiungibile, tanto vale non cominciare neanche.

E' possibile che i rinunciatari siano assimilabili al secondo gruppo, perchè sentono che non ce la faranno mai.

Esistono perfezionisti che hanno la necessità di salvare le apparenze mantenendo un'aura di santità o di eccellenza costante. Il problema è che ciò richiederebbe capacità sovraumane, nessuno è in gradi di presentarsi al massimo livello in continuazione; ci sono sempre dei momenti in cui si commettono degli errori.

Per questo motivo, alcuni perfettini si accompagnano a persone mediocri, in modo che al loro confronto possano apparire praticamente perfetti senza doversi sforzare eccessivamente.

Da un punto di vista simbolico, la perfezione è il numero 8.
E' l'infinito, ma è anche un percorso da cui non è possibile uscire, che è già prestabilito e che non prevede evoluzione.

Ed è un peccato, perchè in natura tutto ciò che non evolve è fermo, e ciò che è fermo significa morte. La perfezione è andare verso la morte; per questo motivo tutti i nostri morti sono sempre perfetti nella nostra mente ed è impossibile competere coi defunti ed è un peso per chi ne deve portare l'eredità: ad esempio un fratellino morto da piccolo, per i genitori sarà sempre migliore degli altri figli rimasti in vita.

La buona soluzione per i perfettini è sostituire la ricerca della perfezione, che non è di questo mondo, con la ricerca dell'Eccellenza.

Bisogna anche sostituire la rigidità con l'indulgenza, permettersi le cose che ci si merita e in caso, allargare la nostra percezione su ciò che meritiamo davvero. E' eliminare le castrazioni che tagliano in due parti il nostro essere, accettando di avere una componente materiale con delle esigenze fisiche.

Un buon esercizio per i perfezionisti è:
fare due cose sbagliate al giorno (volontariamente) per 6 settimane di fila, in modo di rendersi conto che 1) non accade nulla di grave e 2) spesso gli altri neanche se ne accorgono.

A distanza di alcune settimane il vostro cervello registrerà un nuovo approccio verso le situazioni quotidiane e si permetterà di essere un po' più umano.



foto di freedigital

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