giovedì 26 novembre 2009

Il Bisogno di Accettazione

bisogno-accettazione-jodorowskyL'Accettazione è l'altra faccia della medaglia del 'Riconoscimento'.

Abbiamo visto che il Riconoscimento è un atto Paterno; l'Accettazione invece è prerogativa della madre. Perchè la madre ha in grembo il proprio figlio per 9 mesi, non ha bisogno di sapere che è suo, lo sa benissimo.

Purtroppo, al momento della nascita ci possono essere delle sorprese; questo bambino non è come lo si immaginava e le aspettative vengono deluse.

Che accadrà a questo bambino?


Se il Riconoscimento è di vitale importanza per lo sviluppo e la crescita del bambino, l'accettazione potrebbe essere ancora più importante.

E' possibile ipotizzare l'avvento di un miracolo anche nelle situazioni più disagiate, ma se non si ha neppure la speranza di essere tenuti dalla madre, le possibilità si riducono di molto.

Ecco che il bisogno di accettazione diventa centrale.

Venire accettati dalla propria madre per quello che si è, significa avere accesso ad un futuro, al nutrimento, alle cure materne, a vivere.
Chi non è accettato vivrà un conflitto enorme già alla nascita che provocherà nel bambino inevitabili conseguenze; le strutture mentali verranno indirizzate verso 'binari preferenziali', col tempo questi binari manifesteranno malattie precise e comportamenti coerenti.

Siamo tutti frutto delle azioni che ci hanno preceduti.

L'Accettazione è necessario al piccolo per garantirgli una speranza di sopravvivenza; perchè come abbiamo visto, chi viene rigettato dal branco dovrà affrontare le avversità da solo. Fuori dal clan non si è protetti e si rischia di essere mangiati vivi dai predatori.

Questa è una memoria molto forte in noi.
Per questo motivo faremo di tutto per venire accettati dagli altri, in primis dai nostri genitori.

Siamo ricaduti nuovamente nella Domanda Infinita, che dipende in parte dal riconoscimente paterno ed in parte dall'accettazione della madre.

Le persone non accettate hanno la tendenza ad essere più discreti; non possono fare chiasso perchè la loro fobia è quella di essere cacciati e se disturbano, il rischio che ciò avvenga si intensifica.

Dunque il non riconosciuto sarà appariscente, chiassoso e si sposterà da tutti i luoghi in cui non verrà adeguatamente distinto. Ma avrà anche problemi di riconoscimento in senso lato, a distinguere le cose, avrà problemi con le 'promozioni' a salire di grado e così via. Problemi di posto.

Il non accettato sarà, silenzioso, cercherà di non disturbare, attento ai rifiuti e molto sensibile, avrà paura di esporsi; sarà meno curato nell'aspetto e nei piccoli dettagli perchè non avrà avuto le attenzioni di una madre coinvolta nel seguirlo. Avrà molti problemi di stomaco perchè tenderà a risentire il rifiuto, quindi vorrà essere scelto.

Anche in questo caso, una persona ha l'accettazione totale della madre oppure non ce l'ha.

Non si può essere un po' accettati, oppure accettati solo in alcune parti.

Noi siamo persone intere, disponiamo di un pacchetto di qualità che ci caratterizzano. Abbiamo due genitori e due famiglie di origine; abbiamo un nome; abbiamo una tradizione culturale; apparteniamo ad una certa etnia e cosa non da sottovalutare, alcuni di noi sono maschi ed altri sono femmine.

Cosa significa nel pratico?
Per essere realmente accettati, vostra madre deve accettarvi per tutte le vostre caratteristiche, anche il fatto che siate di un sesso piuttosto che l'altro.

Se voi avete una madre che vi adora, ma non tollera vostro padre, significa che non accetta neppure voi, perchè ama di voi solo quella parte che proviene da lei. Ma voi non siete solo quella parte.

A volte mi capita di sentire coppie che dichiarano di amarsi e rispettarsi alla follia; hanno dei figli che adorano eppure uno dei due dice :"Mah...se non fosse per i suoi parenti e per i suoceri, sarebbe fantastico, che gente quella."

Tutto ciò è un'illusione, perchè il partner proviene da quella stessa famiglia che si deplora e ne conserva le qualità basilari. Rifiutare la famiglia di origine equivale a rifiutare sia il coniuge che il figlio nato da quella unione.

In alcuni casi il rifiuto è ancora più eclatante. Come nel caso di quelle persone che chiamano il figlio col proprio nome; è una pratica molto usata negli Stati Uniti. Se la madre si chiama Jane, la figlia sarà Jane Junior e talvolta la cosa si ripete per più generazioni; è come se la persona avesse fatto il figlio con se stessa e come risultato avesse ottenuto un 'clone'.

Chi ha il bisogno di essere accettato, continuerà a chiedere a tutti di soddisfare questo bisogno.

La frustrazione sarà alta proprio perchè non sempre ciò avverrà; non è possibile disporre di persone che ci accettino 24 ore su 24, e come sappiamo, non appena qualcuno ci accetta noi avremo di nuovo fame.

Si instaura una sorta di tiro alla fune. La nostra domanda infinita si incastrerà con quella degli altri, perchè tutti ne hanno una da soddisfare.

Se io ho bisogno di accettazione potrò entrare in un rapporto commerciale con qualcuno che possa aiutarmi, magari perchè ha bisogno di qualcosa che è in mio possesso. Per esempio io potrei riconoscerlo e soddisfarlo a mia volta.

Il problema è che in questo genere di rapporti, una volta che qualcuno ha ottenuto ciò che cercava, perde interesse nell'altra persona.
Chi ha bisogno di accettazione, si arrovella la mente per escogitare sempre nuove occasioni per venire accettato, ma nel momento in cui ciò avviene, il bisogno si spegne temporaneamente e quella persona non è più utile in quanto ci ha già accettato e non serve lo faccia ulteriormente. A quel punto dovremo cercare qualcun altro che rinnovi il piacere dell'accettazione.

Altri sono più perversi: sapendo di avere per le mani la gallina dalle uova d'oro, promettono e promettono all'infinito di soddisfare la nostra domanda ed in cambio ottengono miriadi di favori. E' il gioco del bastone e la carota.

Il punto è che non ci accontenteranno mai perchè sanno che se lo facessero noi ce ne andremmo via, non avremmo più motivo di restare.

La domanda infinita ci aiuta a crescere, a salvarci la vita, in quanto ci consente di ricevere dal branco ciò che i nostri genitori non ci hanno potuto o voluto dare: accettazione e riconoscimento.

Ma quando si è adulti, non c'è più bisogno di continuare, siamo indipendenti e perfettamente in grado di cavarcela da soli, eppure si continua a chiedere quello che è un bisogno da bambini rovinando i nostri rapporti interpersonali sia familiari che lavorativi o relazionali.

Vale la pena rendere noto che la domanda infinita è una causa persa.

Non è possibile ottenere dagli altri nè l'accettazione nè il riconoscimento che cerchiamo, per diversi motivi:

1) noi cerchiamo quello che i nostri genitori non ci hanno dato al momento della nascita. Ma gli altri non sono i nostri genitori, quindi stiamo domandando di esaudire un desiderio impossibile.

2) è il nostro bambino interiore che voleva essere accettato e riconosciuto; ma noi ormai siamo cresciuti e bambini non siamo più. Quindi neanche i veri genitori potrebbero aiutarci.

La buona notizia è che se soffriamo di queste mancanze è solo perchè non eravamo consapevoli di ciò che stavamo cercando inutilmente e senza sosta.

Ora che lo sappiamo, possiamo anche comprendere che esistono altre strade.
Riconoscersi ed accettarsi da sè, perchè noi siamo le uniche persone sempre presenti nella nostra vita.

Siamo gli unici di cui veramente dobbiamo cercare l'accettazione, il riconoscimento ed il perdono se occorre.

A quel punto tutto svanisce in un lampo e lo capirete perchè cambieranno i vostri atteggiamenti e lo vedremo nello specifico i prossimi giorni.


foto di freedigital

4 commenti:

Ariel ha detto...

Salve,
una curiosità..cosa vuol dire se al momento della nascita si ha il cordone ombelicale intorno al collo (quindi con necessaria manovra dell'ostetrica per prevenire il soffocamento)? c'entra con l'accettazione?
un grazie per le Sue puntuali risposte.

Shahruz Rouholfada ha detto...

Il significato è un po' più che l'accettazione.

La risposta che sto per dare potrebbe essere pesante.

E' un "progetto di morte" sul bambino, che come rilevi doveva soffocare.
Lo stesso significato di chi nasce facendo uscire prima i piedi che la testa.

Vorrei sottolineare che cose simili non sono affatto rare, solo che si manifestano in modi differenti.

Abbiamo già visto l'esempio della madre che non ha latte, poi c'è quello del cordone ombelicale attorno al collo; poi ci sono quelli che abbandonano i figli; ci sono quelli che invece li mandano da una sorella o dai nonni.

Ci sono anche quelli che fanno un figlio solo per donare il midollo ad un figlio più grande che si è ammalato.

Chiedo solo di avere pazienza e comprensione per le persone che non sono affatto consapevoli di quello che accade a causa loro e che se lo hanno fatto è perchè si sentivano messi alle strette.

Quegli 'errori' causano la nascita di quello che noi siamo oggi, è il nostro bagaglio e il punto da cui partiremo...spesso non ci piace ciò che abbiamo ereditato ma tant'è.

Un saluto

arias ha detto...

mi ricollego alla domanda precedente: io sono nata con un parto difficile, ho risciato di morire soffocata, poi non sono mai stata accettata, ne come carattere ne come persona(avrei dovuto nascere maschio)e non sono neppure stata riconosciuta. Mia figlia è nata con un cesareo prima del tempo e sottopeso, siamo state separate, lei ha fatto 1 mese in neatologia, stava benissimo ma era piccola.....ora leggendo l'articolo capisco un pò i continui conflitti che si creano fra di noi. Mia madre continua a richiedere accettazione come figlia, mentre comanda come madre.
Ma la mia piccolina ha solo 10 anni, esiste un modo per farla sentire completamente accettata, come carattere e come persona. Posso insomma interrompere queste costellazioni fam.?

Shahruz Rouholfada ha detto...

Ti rispondo con un articolo nel blog.

"Come Interrompere la Trasmissione delle Ferite Familiari" 20 settembre 2010

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