martedì 16 febbraio 2010
Come Sbloccare un Rapporto in Sospeso
21:14 | Pubblicato da
Shahruz Rouholfada
Probabilmente sarà capitato a tutti di litigare pesantemente con una persona almeno una volta nella vita.In questi casi, il dramma non è dovuto al litigio in se stesso quanto alle spiacevoli conseguenze che la persona si ritrova a sperimentare: solitudine, incomprensione, senso di colpa e dubbio per l'accaduto.
Questi sentimenti conflittuali provocano un sospeso tra noi e la persona con cui si è litigato ma con cui non riusciamo più a riallacciare un rapporto.
Le ferite che le persone provano dentro al termine o alla rottura di un rapporto si rimarginano nel tempo. Ma il motivo di questa guarigione non è lo scorrere delle giornate, bensì la capacità che l'individuo manifesta nel chiudere un conto aperto con l'altro essere umano.
Chi ha sofferto per la chiusura violenta di un amore, se riesce a farsene una ragione e trovare un modo efficace per lasciarselo alle spalle, è in grado di proseguire per nuovi progetti.
Coloro che invece non sono riusciti a fare il lutto della situazione, a chiudere i sospesi con l'altro, sono destinati a subirne le conseguenze anche nel futuro per un periodo indeterminato.
Ho conosciuto persone che hanno conflitti in sospeso con un genitore, con un amico, con un ex-marito o ex-moglie, da oltre 30 o 40 anni. E la cosa non accenna a migliorare.
Il motivo è che non hanno superato il loro conto in sospeso e passano le giornate a rimuginarci sopra, alternando questo pensiero alle normali attività quotidiane. La cosa spiacevole è che chi vive nel sospeso non riesce davvero a 'sentire' ciò che sta facendo ma continua a rimpiangere il passato.
"Ho vissuto da poco una situazione del genere in campo sentimentale e mi riconosco perfettamente nella persona che vorrebbe chiudere parlandone con il debitore ma non ne ha la possibilità. E' veramente lacerante.
Ho iniziato a scrivere lettere che forse non spedirò mai, e ne ho tratto notevole sollievo.
C'è qualcos'altro che si può fare?"
Scrivere lettere sull'accaduto e sulle emozioni bloccate è un ottimo inizio.
Serve a chiarire qual è stato il problema che ha scatenato la rottura del rapporto in questione.
Ma per risolvere un qualunque conflitto è sempre necessario compiere due passi:
1) Risentire, cioè comprendere qual è stata l'emozione bloccante.
2) Fare, cioè passare all'azione e risolvere il problema praticamente.
Facciamo un esempio.
Se voi un giorno vi accorgete di sentire uno stimolo che vi mette a disagio e anche un po' doloroso; vi concentrate un istante e poi vi rendete conto che quello è lo stimolo della fame.
A quel punto che fate?
Vi limitate a prenderne atto?
Il problema si risolve così?
Certo che no.
Ne prendete atto, comprendete che avete fame e poi vi attivate per procurarvi da mangiare.
Mi chiedi se c'è altro che si possa fare.
C'è molto.
E' proprio il tema del corso che ho preparato dal titolo
"Regole Nei Rapporti Umani."
Scrivendo le lettere è come se avessi avuto possibilità di entrare dentro di te e riscoprire le cause del tuo problema, l'evento scatenante e le emozioni che ti hanno turbato e poi bloccato.
Quello che ora manca è FARE!
Hai già risentito il problema, ora non basta averlo capito; non ci si sazia sapendo di aver fame, bisogna mangiare.
Non ci si rimette in pace con qualcuno solo sapendo di aver litigato, occorre preparare un discorso da poter fare alla persona per chiarire una volta per tutte il problema.
ELEMENTI CHIARIFICATORI E RISOLUTIVI
Come al solito chiederò a chi legge di aver fiducia in me anche se quanto dirò potrà sembrare strano o insolito.
Se ragionassimo nel modo comune dovremmo accontentarci delle lettere scritte e mai spedite, perchè è evidente che quando si litiga la persona non ne voglia più sapere di noi senza alcuna possibilità di fargli cambiare idea. E se ci si incontra si finisce per litigare ulteriormente.
Questo perchè crediamo che l'atteggiamento degli altri nei nostri confronti sia qualcosa di indipendente da noi.
Invece non è così.
Le persone rispondono esplicitamente ai nostri messaggi consapevoli o inconsci.
Ogni volta che c'è una interazione è come se noi premessimo un tasto sull'altra persona e si ricevesse la risposta corrispondente al tasto premuto.
Il problema è che spesso noi non sappiamo nè che tasti stiamo premendo sugli altri nè che i tasti si possono inceppare.
Alcune persone sono irrimediabilmente irritanti al solo vederle, questo perchè senza rendersene conto è come se premessero in noi dei bottoni che suscitano l'emozione dell'irritazione.
Fino a quando questo tasto continua a venir premuto noi ne soffriremo e non avremo nessuna intenzione di incontrarci con costoro, assolutamente mai!
Se una persona vi insultasse ogni volta che la incontrate, avreste voglia di vederlo ancora?
Probabilmente no.
Il fatto che si sottovaluta è che potremmo essere noi ad irritare gli altri perchè abbiamo assunto un atteggiamento fastidioso e costante senza rendercene conto.
La cattiva notizia del giorno è che se una persona non ci vuole più sentire, per quanto crediamo di essere innocenti, in realtà stiamo inviando una serie di messaggi minacciosi all'esterno. Nello specifico stiamo invitando la persona che non ci vuole incontrare a starsene alla larga.
La buona notizia invece è che se noi modifichiamo questi messaggi, possiamo trasformare in un batter d'occhio il più grande degli oppositori nel nostro miglior amico.
Potete credermi che all'altra persona non interesserà affatto chi eravamo in passato o cosa pensavamo di lui, se siamo cambiati lo percepirà. E se la nuova versione di noi stessi è altamente piacevole per lui, non rinuncerà di certo a volerci frequentare.
La regola fondamentale è che chi non ci vuole incontrare è perchè si sente fortemente a disagio con noi.
E chi è a disagio non si sentirà mai attratto da noi nè vorrà essere in nostra compagnia.
Un elemento a nostro favore, se lo utilizziamo correttamente, è che i messaggi che le persone ricevono sono anche inconsci e si propagano tramite il cervello collettivo senza limiti di distanza.
Se voi siete in collera con qualcuno, egli lo sentirà e sarà conseguentemente mal disposto nei vostri confronti: annullerà gli appuntamenti, cercherà di non incontrarvi, sarà scontroso e apparentemente egoista.
In realtà, dal suo punto di vista, si sta solamente salvando la vita, non c'è nulla di personale. Potrà apparire goffo o indelicato, ma lui davvero non ce l'ha con voi, al massimo ha paura di voi.
Se invece provate una naturale rilassatezza ed affetto sincero per qualcuno, sarà inconsapevolmente di nuovo ben disposto verso di voi e accetterà serenamente di incontrarvi anche se in passato c'è stata della burrasca.
Magari giustificherà la cosa dicendo :"Ma è passato così tanto tempo, come potrei restare arrabbiato per quella cosa!?" In realtà il suo cambio di atteggiamento sarà strettamente collegato al vostro cambiamento e alla vostra capacità di perdonarvi e non giudicare più sull'accaduto.
I PRINCIPALI NEMICI PER I RAPPORTI IN SOSPESO
Gli elementi che più vi ostacoleranno in questo processo di guarigione relazionale sono due.
1) La collera: quando odiate e non vedete l'ora di spaccare il muso a qualcuno, l'altro lo sentirà e non vi permetterà di avvicinarsi a lui.
2) Il giudizio: ogni volta che sentite che l'altro è totalmente colpevole o anche solo in parte responsabile di ciò che avete subito allora siete in errore ed in conflitto. Di conseguenza l'altro lo percepirà e non vorrà assolutamente vedervi.
Il grande passo è quando vi rendete conto che l'altro non è responsabile perchè agisce in base ai vostri atteggiamenti e se non vi piacciono gli esiti è necessario che cominciate a premere i bottoni giusti
Subito dopo, dovete accettare che la collera non è destinata a lui e che dovete scaricarla perdonandovi, trasformarla in amore per voi stessi. La collera infatti si prova solo come frustrazione di un sentimento d'amore, le due emozioni non possono coesistere contemporaneamente.
A quel punto siete riusciti nell'impresa e l'altra persona verrà a cercarvi da sola.
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