giovedì 17 giugno 2010

Come Aumentare la Sicurezza in Se stessi - passare da bambini ad adulti

Quante volte abbiamo sentito dire la frase "Dovresti credere di più in te stesso!"?

Penso sia accaduto in moltissime occasioni e in alcune di queste lo avranno detto anche a noi.

E' il classico consiglio che io chiamo 'precotto', poichè chi ce lo dava lo aveva ricevuto in maniera analoga da qualcun altro, il quale non era stato in grado di provocare nessuna trasformazione profonda nel carattere delle persone.

Il motivo è che per aumentare la fiducia in se stessi, non basta dire cosa dobbiamo fare, occorre anche qualcuno che ci spieghi un modo.
Passare da una personalità insicura ad una di self-confidence è come passare interiormente da una fase fanciullesca a quella della maturità.

Il nostro obiettivo di oggi è capire come trasformare un bambino in un adulto.

Quali sono le differenze base fra le due età?

1) I bambini sono creature le quali non hanno ancora raggiunto il pieno sviluppo fisico e mentale, ma anche se gli anni scorrono, non sempre ad una crescita fisica si accompagna quella psicologica.

L'adulto è pienamente sviluppato sia fisicamente che mentalmente.

2) Il bambino non sa come affrontare le prove perchè vive in una fase di apprendimento, occorre quindi fare 1000 domande. Avete presente la fase dei 'perchè'?

L'adulto non ha bisogno di chiedere continuamente informazioni perchè il suo bagaglio di esperienze è molto variegato, dunque sa quasi sempre come cavarsela nelle situazioni quotidiane.

3) Il bambino ha spesso paure immotivate, perchè non conosce i fenomeni con cui entra in contatto. Il più delle volte, la paura non è realmente commisurata al pericolo.

L'adulto è consapevole della situazione presente nel suo habitat naturale, ne ha esperienza e sa come reagire. Può avere delle difficoltà ma in genere sa sempre come dosare le proprie forze e conosce molte tecniche per venirne fuori.

Le tre caratteristiche menzionate sono strettamente intrecciate tra loro.

Lo sviluppo psicologico può essere conseguenza anche delle vostre esperienze formative; se avete una mancanza di esperienza, probabilmente non avrete neppure esercitato una pressione psicologica adeguata su certe aree del cervello e di riflesso non si saranno sviluppati dei percorsi neuronali finalizzati alla creazione di risposte risolutive utili.

Va da sè, che se non siete in possesso di risposte efficaci di fronte ad un problema tipico del vostro ambiente naturale, sarete spesso nel dubbio e spaventati dalla situazione, per cui otterrete come risultato la paura.

La Paura è sempre l'effetto di qualcosa che non conoscete e dunque lo temete.
E' una risposta salvavita perchè il vostro cervello non sa se può fidarsi di qualcosa di ignoto; l'effetto collaterale è che avremo anche paura di un sacco di cose straordinarie ma che ci sembrano insolite: persone sconosciute, idee innovative, luoghi paradisiaci ecc.

Per aumentare la sicurezza in se stessi occorre vincere i dubbi e diventare adulti.
La parola deriva da 'A-Dultus' che significa 'Senza-Dubbio': quindi essere adulti vuol dire rimuovere i vostri dubbi e per farlo è necessario un metodo.

Non basta dire a qualcuno di credere in se stesso, se potesse lo avrebbe già fatto da solo, non trovate?

Credere in se stessi è la conseguenza di un lavoro che rimuove la paura del mondo, e per farlo si compie un percorso di ricerca indirizzato alla scoperta delle proprie reali risorse personali.

Per eliminare i dubbi occorre avere dei 'Parametri' di confronto, sono i riferimenti necessari per valutare la situazione e per auto-valutarci.

Il passaggio che dobbiamo fare è dalla fase in cui noi 'non sappiamo' da soli cosa è giusto o sbagliato e dunque dobbiamo sempre chiedere un parere esterno, a quella in cui noi sappiamo valutare da soli le nostre azioni, la situazione presente, indipendentemente da ciò che ci dice la gente.

Facciamo un esempio.
Ci sono persone che non sono in grado di stabilire da soli se hanno svolto un buon lavoro, per ipotesi all'interno del proprio ufficio.

Non si rendono conto se sono dei buoni impiegati oppure se siano a rischio di licenziamento, non hanno il minimo riferimento. E così chiedono in continuazione pareri ai colleghi perchè temono il giudizio dei superiori. Ma poichè non hanno riferimenti, si comporteranno allo stesso modo ogni giorno, non saranno mai totalmente convinti.

La soluzione è stabilire dei parametri secondo i quali una persona è o non è un buon impiegato.
Per esempio, se voi individuate un modello, potrete fare in modo di corrispondere il vostro comportamento al suo acquisendo tutti i pregi che ammirate in lui arrivando alla seguente scoperta.

"Se lui è un buon elemento perchè ha determinate caratteristiche che io ammiro, allora anche io sarò buono quanto lui se faccio altrettanto".

Sempre per ipotesi, le qualità rilevate potrebbero essere: puntualità, meticolosità nel lavoro, carattere socievole ed amorevole con l'intero personale, essere cortesi ecc.

Altri pensano di non avere molto valore come individui e per questo chiedono ai conoscenti di confermarli in ogni occasione spronandoli a far loro dei complimenti e chiedendo delle rassicurazioni.

Allo stesso modo si può evidenziare che ognuno di noi ha un modello di riferimento, ma non ci siamo mai presi la briga di sviscerarlo. Per esempio chi è per noi che ha valore come persona?

Magari riuscite ad individuare 3 o 4 nominativi, ed analizzandoli in profondità riscontrate in loro dei talenti specifici che li rendono valenti ai vostri occhi.

Ora avete un altro parametro: per valere bisogna possedere delle qualità...1,2,3 o 10, stabilite voi secondo vostro giudizio.

Ma se per valere occorre avere un set di virtù, se anche voi ne possedete diverse, avrete un valore corrispondente al numero di pregi in vostro possesso. E' oggettivo, se vale per gli altri vale anche per voi.

Una volta che avrete accertato di essere persone di valore o di rispecchiare determinati canoni, avrete la 'consapevolezza' di quello che siete. Può essere un profilo buono o meno buono, non ha importanza; ciò che conta è che lo sapete per certo.

Chi ha un carattere 'bambino' è molto sensibile al vento delle parole, se riceve un complimento ne sarà felice ma sarà altrettanto ferito da un commento negativo perchè non sa ancora gestirlo nè valutarne la consistenza.

Se voi sapete di avere invece un determinato carisma, non accetterete mai un giudizio negativo da parte di qualcuno che non sa quello che dice, perchè sarete in grado da soli di comprendere che sta dicendo il falso. Non avrete dubbi, sarete diventati adulti.

Una volta acquisita la certezza di ciò che siete, avrete aumentato la sicurezza in voi stessi. Non si tratta di essere invincibili, la vostra forza sarà di conoscere alla perfezione le prove che potete da quelle che non potete affrontare, impedendovi di sbagliare.

E se non potete più sbagliare perchè conoscete la situazione, conoscete i vostri mezzi ed i vostri limiti, a che serve aver paura?

A niente!

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foto di freedigital

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo ... GRAZIE !!!

°l||l° Gabrielle °l||l° ha detto...

ciao! bell'articolo, ma adulto deriva da adolesco, crescere, quindi "cresciuto"; dove hai trovato quella fantasiosa etimologia? :D

Shahruz Rouholfada ha detto...

Ciao, grazie dell'apprezzamento.

Più che un 'etimologia' è parte di un'altro ramo dei miei studi e ricerche.
Il cervello registra i suoni prima ancora delle immagini, per cui le parole non sono quelle scritte ma sono 'suoni' prima di tutto.

Se ci sono dei suoni che somigliano ad altre parole, per il cervello valgono ugualmente, indipendentemente dalle origini classiche.

Nella nostra cultura A- è spesso 'privativo', il cervello è abituato da migliaia di anni a questo significato.

Come la parola 'Amore'=a-more=senza-morto ecc...

a volte ci sono frasi in cui la fine di una parola e l'inizio di quella successiva originano altre parole nascoste e così via.

Per la ragione è un caso, per l'inconscio probabilmente non lo è.

ZZUB.it ha detto...

Solite tiritere motivazionali... senza dubbi... Chi non ha un dubbio non è adulto, ma uno stolto!

Anonimo ha detto...

Chi non ha dubbi non è un adulto... è uno stolto! ...articolo con banali teorie motivazionaliste...

Shahruz Rouholfada ha detto...

Wow, quanto atteggiamento costruttivo in due righe :-)

Che siano banali o meno, l'importante è che portino beneficio a qualcuno credo. Mi fa piacere che alcuni siano più avanti di altri, ciò non toglie che le basi per molte persone siano qualcosa di fondamentale e non sempre hanno avuto accesso a tutto ciò...io per primo sarei stato felice che qualcuno mi avesse fatto un discorso del genere qualche anno prima, sono certo che anche altri la penseranno in questo modo e a loro mi rivolgo col mio lavoro :-)

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